Brillamento solare e rete elettrica

brillamento solare

Stare dieci anni senza rete elettrica? Secondo gli astronomi non si tratta di “se”, ma di “quando” il mega brillamento solare si abbatterà sulla terra

Le date del 775 d.C e del 1859 coincidono hanno qualcosa in comune: un brillamento solare di dimensioni talmente massicce da aver creato disagi sulla terra.
Il brillamento solare del 775, in base ai rilievi effettuati, sembra sia stato di entità ancora più potente di quello del 1859 che stando alle cronache del tempo mandò in tilt del sistema telegrafico. Nel 775 tuttavia non esisteva una rete elettrica e l’evento passò inosservato, fatta eccezione per l’avvistamento di “serpenti” volanti nel cielo (verosimilmente le aurore boreali che fanno seguito a un brillamento solare).
brillamento solare
Ma cos’è un brillamento solare? Questo è presto detto:
si tratta di una o più violente esplosioni che originano nella stella sole, dalle quale si sprigionano fasci di energia in direzione dello spazio e – se siamo sfortunati – anche della terra.
Ad osservarli per primo nel 1859 fu l’astronomo Richard Christopher Carrington, che individuò con il suo telescopio le macchie solari sul sole premonitrici dell’evento.

Brillamenti solari avvengono di continuo ma la loro potenza è talmente blanda da non rappresentare un pericolo per la rete elettrica terrestre; al più per i satelliti in orbita, come di fatto avvenuto nel 2003.

Gli astronomi ci mettono in guardia però: un brillamento solare come quello del 775 d.C o del 1859 potrebbe avere conseguenza fatali per la nostra civiltà: la rete elettrica andrebbe in tilt, e stando a quanto ipotizzato sul sito di finanza Bloomberg, occorrerebbero miliardi di dollari per ripristinare le normali funzionalità. La cosa peggiore sono però le tempistiche: per riportare tutto alla normalità servirebbero almeno 10 anni. Un periodo di tempo nel quale gli abitanti della terra si troverebbero senza la fonte energetica principale, cioè la corrente elettrica. Una prospettiva che riporta i più romantici ad epoche rinascimentali ma che spaventa miliardi di persone nel mondo ormai dipendenti dalla corrente elettrica.
Le alternative alla corrente elettrica non sono ancora sufficientemente avanzate per reggere autonomamente il fabbisogno (o lo spreco?) energetico di questo pianeta per una decina di anni. Nel mese di febbraio 2015 il Deep Space Climate Observatory ha avviato un programma di monitoraggio del sole al fine di mettere in guardia, con un’ora di anticipo, i gestori delle reti elettriche da un potenziale mega brillamento solare. Riuscendo a chiudere i sistemi ci sarebbe la possibilità di salvare le reti. Tuttavia gli scettici ritengono che un’ora non sia sufficiente a salvaguardare i nostri sistemi.
Secondo gli esperti il mega brillamento solare si abbatterà sulla Terra, il punto è capire quando; probabilmente esso non colpirà la nostra generazione, magari si verificherà in quella successiva. L’unico modo per prevenire le disastrose conseguenze di questo evento è divenire meno dipendenti dalla corrente elettrica, come secoli fa facevano i nostri avi.

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