Emergenza animali feriti e abbandonati

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Avete trovato un animale ferito o abbandonato? Ecco come comportarsi nel caso si tratti di un uccello o un piccolo mammifero

A chi abita in campagna o in zone montane sarà già capitato di imbattersi in uccelli o piccoli animali selvatici in difficoltà. Questi incontri, che prima erano pertinenti delle aeree periferiche alle città, ormai si verificano anche nei centri urbani e hanno come sfortunati protagonisti quasi sempre gli uccelli. Molto spesso si tratta di nidiacei che sono caduti dal loro nido o di volatili adulti che a seguito di lesioni o ferite non sono più in grado di spiccare il volo.

In altri casi è invece l’incuria dell’uomo ad aver provocato l’emergenza; in termini legali c’è chiaramente una netta differenza fra animale domestico fuggito e animale domestico abbandonato, ma nel concreto, in entrambe le situazioni, potrebbe esserci bisogno del nostro aiuto.

Il soccorso di animali d’affezione smarriti o abbandonati varia in base all’amico che dobbiamo aiutare. In tutti i casi c’è l’obbligo, previa omissione soccorso, di contattare la ASL veterinaria locale che dovrò inviare sul posto un esperto veterinario che si faccia carico dell’emergenza. Questo ufficio ha obbligo di operatività diurna, notturna, nei feriali e nei festivi.
Se intuite che l’animale è stato maltrattato, ferito o abbandonato dall’uomo, non perdete tempo a contattare le forze dell’ordine, in quanto siete in presenza di un reato.
Se invece avete a che fare con un uccello in difficoltà – generalmente si tratta di rondoni – il consiglio è quello di contattare immediatamente i volontari della LIPU.

Poiché non è possibile ricordare a memoria tutti i numeri di questi servizi e a volte nei momenti di caos l’ansia gioca brutti scherzi, potete reperire i contatti utili adoperando servizi gratuiti come questo in pochi click.

Nell’attesa dei soccorsi è importante fare attenzione a non combinare più danni di quelli che già sono in corso.
Se l’animale in difficoltà è un cane o un mammifero di media taglia, cercate di capire le sua disposizione nei vostri confronti prima di intervenire: molto spesso un animale ferito può mettersi sulla difensiva e costituire un pericolo per un soccorritore poco esperto.
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Se state passeggiando in un bosco o in aperta campagna e vi imbattete in un nidiaceo caduto dal nido, accertatevi che il pulcino abbia davvero bisogno del vostro aiuto, perché di norma si tratta di tentativi di abbandono del nido da parte di un piccolo troppo intraprendente: quasi sempre sarà la mamma a riportarlo in “famiglia” e la sua azione è preferibile a quella del più bravo fra i veterinari.
Toccatelo o spostatelo solamente se vi accorgete che è ferito o se è minacciato da qualche altro pericolo.

Quando i soccorsi ritardano – purtroppo le emergenze sono più comuni di quanto si creda e far fronte celermente a tutte è complesso – il primo soccorso diviene compito vostro. Cercate di capire l’età dell’uccello: i pulcini più piccoli sono implumi e vanno alimentati ogni mezz’ora. Potete nutrirli con micro pezzetti di carne cruda e dargli da bere un po’ d’acqua tramite una siringa priva dell’ago. Per i pulcini piumati la LIPU suggerisce un pasto ogni 2 ore circa. Assolutamente da evitare, in qualsiasi caso, le molliche di pane o il latte.
Mantenete il nuovo ospite in attesa del veterinario dentro una scatola di cartone forata adeguata alle sue dimensioni. Non utilizzate le gabbie, mettono stress agli uccelli abituati alla libertà.

Nel caso dei rondoni, il problema potrebbe essere di soluzione più semplice: si tratta di uccelli migratori che sostanzialmente stanno perennemente in volo, dalle gambe corte che non gli consentono agevoli decolli. Capita sovente che si ritrovino sulla terraferma non per via di ferite ma perché impossibilitati a rimettersi in volo. Se notate che l’uccello sta bene in salute, potete agevolarne il volo sospingendolo in aria con entrambe le mani.

Viceversa, se avete il sospetto che sia ferito, non fatelo: potrebbe cadere a terra e farsi ulteriormente del male.
Sarà il rondone a manifestare il suo desiderio di volare quando, messo in prossimità di una finestra dalla quale entra il sole, si solleverà per qualche centimetro battendo le ali. Solamente in quel caso potrete aiutarlo a raggiungere nuovamente il cielo.

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