Eolico e morte degli uccelli

La strage degli uccelli prodotta dall’eolico: la fauna aviaria non riesce a vedere le pale delle turbine

eolico
L’energia eolica è un’energia pulita e rinnovabile: il suo impiego sta prendendo sempre più piede in Europa e nel mondo, con progressi importanti sia per l’uomo che per l’ambiente.
Gli unici ad essere meno euforici per questa nuova fonte di energia che potrebbe renderci indipendenti dai combustibili in via di esaurimento, sembrano essere gli uccelli.

I grandi stormi, principalmente composti da gru, cicogne, uccelli migratori, rondini etc etc. passando nel raggio d’azione della turbina eolica rischiano di essere travolti e schiacciati dalla furia delle pale. Questa strage, nei soli Stati Uniti, determina la morte di un numero di volatili compresa fra i 10.000 e i 40.000 l’anno.

L’allarme è stato lanciato sin dalla prima installazione della centrale eolica in California negli anni 80, ad Altamon Pass, dove la stima degli uccelli periti si aggirerebbe fra i 5.000 e i 10.000 esemplari l’anno. Con l’aumento del numero di torri eoliche in tutto il mondo, questi dati potrebbero crescere a dismisura e non essere più un episodio localizzato in una specifica area sperduta da qualche parte.

In realtà, una metrica reale degli uccelli uccisi dal moto delle pale eoliche è quasi impossibile da realizzarsi.
Molte centrali eoliche sono situate in parchi lontani dalle zone abitate, che sono frequentate da animali selvatici i quali si nutrono di carcasse. Quando un uccello viene travolto dalla pala eolica e il suo corpo si deposita sul terreno, le possibilità che esso sia mangiato da qualche predatore sono quindi abbastanza elevate, rendendo di fatto inattuabile un censimento preciso.
Va inoltre constatato che non è certamente nell’interesse dei proprietari delle centrali mettere a disposizione della comunità un report sistematico sul numero esatto di uccelli uccisi dall’impianto che essi stessi gestiscono.

Uno studio svolto sulla centrale eolica di Cordelia (Carolina del Nord), ha monitorato l’area sulla quale sono disposte le torri eoliche per 5 giorni la settimana nell’arco di un intero anno. La centrale si trova in un punto povero di fauna aviaria, che non costituisce una rotta migratoria. Nonostante questo, 54 uccelli hanno subito la collisione fatale con le pale. Uno studio in Germania testimonia che l’eolico sia la terza causa di morte per la rara aquila di mare.
In Belgio, la centrale eolica di Zeebrugge, è stata costruita in una zona di transito delle sterne. Uno studio condotto da Everaert ha dimostrato che le 25 turbine della centrale avrebbero incrementato di una percentuale che oscilla fra lo 0,7% e il 6,7% la morte di sterne, alle quali si aggiunge quella di altri volatili di passaggio.

In Inghilterra l’eolico ha causato una morte eccellente: il rondone codaspinosa golabianca, il cui avvistamento dal 1850 è un avvenimento più unico che raro; Questo rarissimo volatile era stato ammirato solamente 8 volte, prima di poterlo rivedere circostanze drammatiche.

Secondo la Royal Society for the Protection of Birds, in realtà il danno alla fauna aviaria non consisterebbe tanto nell’azione meccanica delle pale, ma nella costruzione di centrali eoliche all’interno di parchi naturali che sono habitat e area di nidificazione per milioni di volatili. La popolazione delle specie prese in esame sarebbe diminuita, presumibilmente a causa dell’impatto che le turbine hanno sull’ambiente e sulle rotte seguite dagli uccelli migratori, costretti a deviare il proprio tragitto per non essere risucchiati dalla forza del vento mosso dalle pale eoliche.

Anche secondo la British Trust for Ornithology, le pale non costituirebbero un problema diretto nella morte degli uccelli, o comunque non al punto da rappresentare uno svantaggio che si bilanci con gli evidenti vantaggi dell’eolico: il 99% degli uccelli è infatti in grado di riconoscere il pericolo e deviare la propria traiettoria prima di rimanere travolta.
Aonghais Cook ha però voluto precisare che non tutti gli uccelli sono in grado di evitare la collisione e che, seppur in minima percentuale, alcune specie sono più esposte di altre ai rischi delle turbine.

Rimedi alla moria di uccelli prodotta dall’eolico

Il rimedio ideale sarebbe quello di costruire le centrali eoliche lontano dalle rotte degli uccelli migratori o dai parchi dove essi nidificano.
Non sempre questo è attuabile, in quanto una centrale eolica necessita di prerequisiti di posizionamento speciali per funzionare a pieno regime, pertanto l’interesse per la vita dei volatili passa praticamente all’ultimo posto.

In Norvegia, nel parco di Smola, dove ogni anno l’eolico causa la morte di diversi esemplari di aquile di mare, il gruppo Statkraft, ha ideato delle speciali pale colorate nere che risultano più facilmente localizzabili ai sensi dei volatili. Il progetto è in fase di sperimentazione e si spera possa aiutare a salvare la vita degli uccelli in transito dalla centrale eolica.

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