Funghi velenosi

Funghi velenosi: impariamo a riconoscerli e ad evitarli. Quali sono le specie più pericolose con le quali non entrare mai a contatto?

Ottimi di sapore e ideali per accompagnare pietanze di ogni tipo, i funghi rientrano in pianta stabile nella nostra dieta. Tuttavia questi organismi apparentemente così inoffensivi possono rivelarsi perfino letali in alcuni casi: i funghi velenosi crescono ovunque, Italia compresa, e molto spesso nascondono insidie anche per qualche micologo distratto.

Per questo è fondamentale evitare di raccogliere funghi che non si conoscono durante una gita per i boschi o in altre occasioni.
La maggior parte dei funghi velenosi per l’uomo contiene delle tossine che causano disturbi gastrointestinali più o meno gravi che in alcuni rari si rivelano mortali.

Funghi velenosi, come riconoscerli

Esistono molti luoghi comuni sui funghi velenosi che nel tempo hanno alimentato leggende decisamente dannose. Ad esempio, un luogo comune assai popolare vuole che i funghi mortali siano anche quelli più colorati. Questo non è affatto vero, anzi, il fungo Amanita Bisporigera (Che cresce nel continente americano), ha un colorito pallido e anonimo.
Lo stesso dicasi per Amanita Phalloides, la cui somiglianza con altri funghi e una tinta verde chiara lo fanno apparire inoffensivo.
In realtà si tratta del fungo velenoso più diffuso in Europa, in grado di uccidere il malcapitato che l’ha ingerito accidentalmente nel giro di pochi giorni.

Ancor più inutile è affidarsi al sapore del fungo: c’è chi pensa che quando un fungo ha un cattivo sapore, esso è anche velenoso. Fermo restando che assaggiare piccole quantità di funghi che non conosciamo è assolutamente sbagliato, la diceria è anche in questo caso errata. Persone che hanno ingerito funghi velenosi del genere Amanita hanno riferito che il sapore non era affatto male.

Non fidatevi neanche del gusto degli animali; se qualche insetto o qualche altro animale si nutre di un fungo, non significa certamente che noi possiamo fare altrettanto. Un fungo che per un animale è innocuo, per l’uomo può essere velenoso.
In generale, non esiste una regola sempre valida per capire quando un fungo è velenoso o è commestibile. Ogni luogo comune su funghi che assumerebbero tinte differenze quando bolliti o al contatto con l’argento, è inattendibile. Solamente un occhio esperto può conoscere bene i funghi. E se consideriamo che ogni anno vengono scoperte centinaia di specie di nuovi funghi, anche il micologo esperto deve fare attenzione a non sottovalutare mai nulla.

Funghi velenosi, conseguenze

Le conseguenze di un avvelenamento da funghi differiscono da caso a caso e soprattutto da tossina a tossina. Alcuni funghi, come Coprinopsis atramentaria sono velenosi solamente se associati all’alcol. Altri, come Clitocybe dealbata, provocano diarrea, nausea, vomito, sudorazione, palpitazioni ma solo raramente la morte.
Gli Omphalotus olearius, riconoscibili per il caratteristico colorito arancione, si rivelano mortali solamente se ingeriti in grosse quantità. In alternativa, i sintomi dell’intossicazione da Omphalotus sopraggiungono intensi ma curabili con ricovero ospedaliero.
Altri ancora, è il caso della Amanita Phalloides, sono quasi sempre mortali per l’uomo anche in piccolissime quantità – parliamo di pochissimi grammi per un uomo adulto – al punto tale che se uno di questi esemplari dovesse entrare a contatto con la cesta dei funghi raccolti, si renderebbe necessario sacrificare l’intero bottino di caccia.

Amanita Phalloides, diffuso anche in Italia, è il fungo responsabile del maggior numero di decessi nel mondo. Se non siete esperti, evitate ogni contatto con esso; se accidentalmente lo toccate con la mani o con un’altra parte del corpo, provvedete a lavare accuratamente. Le conseguenze sono drammatiche: anche quando l’intervento dei medici riesce a salvare la vita al paziente, egli dovrà comunque sottoporsi al trapianto di fegato.

Sintomi da avvelenamento da funghi

L’insorgenza dei sintomi da avvelenamento da funghi varia a seconda delle tossine da cui si è stati contaminati.
Alcuni funghi velenosi restano asintomatici fino anche ad una settimana dall’ingestione – come alcune specie indigeste del genere Cortinarus -, mentre altre manifestano dopo mezz’ora i primi sintomi, ma si tratta prevalentemente di funghi allucinogeni come il Panaeolus. Mediamente, i “danni” causati dal fungo iniziano a sortire i loro effetti a distanza di 24 ore dall’assunzione.

I sintomi più frequenti dell’intossicazione da funghi riguardano l’apparato gastroenterico e comprendono nausea, vomito, diarrea, sudorazione, crampi insostenibili allo stomaco, febbre. L’organo più esposto alle tossine è il fegato, ma in alcuni casi anche i reni possono subire notevoli danni dall’ingestione di funghi velenosi.

I sintomi dei funghi allucinogeni come Gymnopulus, Panaeolus o il cosiddetto fungo di Alice nel paese delle meraviglie, (Amanita Muscaria), sono prevalentemente psichici e comprendono allucinazioni visive, deliri mistici, vertigini, sudorazione, perdita della personalità, istinti suicidi, depressione alternata ad euforia immotivata, ergotismo. Si manifestano anche disturbi gastroenterici come per altre specie di funghi allucinogeni.

Secondo recenti teorie, il fenomeno della caccia alle streghe che ha reso celebre Salem nel 1962, fu dovuto all’ingestione di funghi allucinogeni e pericolosi da parte delle testimoni, vittime ergotismo e di deliri mistici e religiosi.

Riconoscere prontamente i sintomi e recarsi immediatamente al pronto soccorso, è fondamentale per agevolare i soccorsi e può fare la differenza fra la vita e la morte.

Elenco dei funghi mortali (potenzialmente, senza il rapido ricorso alle cure

Amanita Phalloides
Amanita Ocreata
Amanita Bisporigera
Amanita Verna
Amanita Virosa
Galerina Marginata
Cortinarius Rubellus
Lepiota Subincarnata
Lepiota Castanea
Inocybe erubescens
Inocybe erubescens
Amanita sphaerobulbosa