Guardaroba green, cambio di stagione in swap e riciclo abiti

green

Guardaroba green ed economico: cambiare abito, rimodellarlo e riciclarlo rispettando la natura, il proprio portafogli ma rimanendo sempre alla moda

Si chiama “swap”, cioè baratto, e oggi è tornato di moda in versione chic. In pratica, puoi scambiare gli acquisti sbagliati, le taglie che non ti vanno bene o il quasi nuovo che non usi più con i capi e gli accessori che ti servono. Tutto a costo zero e con un grande vantaggio anche per l’ambiente. Perché scambiare vuol dire soprattutto non buttare e non ricomprare. Quindi, prevenire il problema dei rifiuti.

La buona notizia è che questa tendenza, già affermata all’estero, ha preso piede anche in Italia. Nelle boutique reali e virtuali, oltre ai classici mercatini del baratto, che in genere sono iniziative di quartiere o passaparola tra privati, sono nati i negozi in tema che abbinano la vendita dell’usato allo scambio. Come Il baratto di Testaccio a Roma, Serendipity a Napoli oppure L’armadio verde e T.Rciclo presenti in varie città italiane, dedicati soprattutto al guardaroba dei piccoli.
green
Sul web, inoltre, trovi occasioni di scambio interessanti. I siti come swapclub.it, zerorelativo.it, e-barty.it, shbang.it e reoose.com sono molto frequentati. La formula più originale per scambiarsi vestiti è lo “swap party”, cioè la festa privata. Il periodo del cambio di stagione è l’ideale. Passa in rassegna il tuo armadio e invita amiche e conoscenti a fare altrettanto. Seleziona solo i capi in ottimo stato ed esponili nel salotto come in una boutique. L’amica più modaiola del gruppo si impegna a valutare ogni prodotto con un certo numero di stelle, in modo da scambiare capi dello stesso valore e non perderci. Non lo metti più ma non te ne separeresti mai. È quel jeans del cuore che non passa più dai fianchi, quel vestito firmato e costoso che hai messo ormai troppe volte e quel cappotto della mamma bello ma fuori moda. Bene: puoi rinnovarli e indossarli con orgoglio come se fossero nuovi. I vestiti di ottima qualità ma dal taglio ormai superato possono diventare attuali grazie al Refashion. In pratica, si scuce l’abito e si ricuce con un taglio nuovo, oppure si usa la stoffa per fare altro, per esempio borse originali con le vecchie magliette o gilet trendy con i jeans sdruciti. Se non sei una fashionvictim, chiedi aiuto alla tua amica più modaiola e mettetevi davanti al tuo armadio. Ti aiuterà a fare una scelta ragionata dei capi da tenere (per esempio consigliandoti quali torneranno di moda e ti conviene quindi conservare bene) e a creare una o più “capsule”, cioè pochi abiti che abbinati tra loro danno vita a più outfit.

Infine, può spiegarti come recuperare quelli ai quali sei particolarmente affezionata usandoli in un modo nuovo: abbinando per esempio a un accessorio trendy il capo vintage che ti piace. Se non hai nessuno cui affidarti e vuoi concederti un regalo, puoi farti guidare da nuove figure come il Personal Shopper e l’Image Consultant (circa 45 € all’ora). Se non ti va di barattare i tuoi abiti e non hai nulla che valga la pena di riciclare, in ogni caso, non buttare. Secondo i dati del Consorzio abiti e accessori usati basta recuperare 1 kg di tessuto (e reimmetterlo nei processi produttivi o nei cicli di consumo) per ridurre di 3,6 kg le emissioni di CO2, di 6000 litri il consumo di acqua, di 300 g i fertilizzanti e di 200 g i pesticidi. Nelle grandi catene. “La moda non merita di finire nei rifiuti“ è lo slogan di H&M che, oltre agli abiti di qualsiasi marca, raccoglie anche prodotti tessili per la casa, come copriletto, lenzuola, asciugamani, tovaglie e tende. Per ogni sacchetto pieno di usato, il punto vendita ti consegna un buono da 5 € che puoi utilizzare su nuovi acquisti del valore minimo di 40 €. Il materiale in buono stato va sul mercato dell’usato, il resto viene riciclato per creare materiali assorbenti o isolanti per l’industria automobilistica. Lo stesso fa la catena OVS in collaborazione con I:CO system , leader mondiale nel riciclo dei prodotti tessili. Calzedonia, infine lancia ogni estate la campagna “Ricicla il tuo vecchio costume”: ne porti uno vecchio e risparmi 5 € su quello nuovo. Quindi, a fine stagione, non buttare via i bikini scoloriti ma mettili da parte per approfittare delle future promozioni. Nei mercati. Le catene dell’usato sono ormai in tutta Italia: gli addetti ritirano gli abiti a domicilio, attribuiscono un prezzo e li espongono per un mese. Tu guadagni la metà del ricavato di ciò che vendono. Il resto puoi ritirarlo o tenerlo ancora esposto a un prezzo più basso. Sul web, invece, ti conviene vendere solo i capi firmati, altrimenti, considerato che paghi tu la spedizione, non ci guadagni nulla.

No Comments, Be The First!

Your email address will not be published.