I panda non digeriscono bene il bambù

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Una recente ricerca ha evidenziato la difficoltà dei panda nel digerire il bambù. Il loro stomaco non è diverso da quello dei carnivori

L’immagine del panda con la canna di bambù fra le zampe è estremamente popolare nel nostro immaginario, ma stando agli ultimissimi studi sulla dieta di questo mammifero, il bambù risulterebbe loro difficile da digerire.

I ricercatori cinesi hanno sequenziato le unità ribosomiali raccolte nelle feci di 45 esemplari di panda e hanno messo a confronto i microbi rilevati con quelli di altri mammiferi carnivori.
Dai risultati è emerso che non vi sarebbero grosse diversità fra la flora intestinale dei panda e quella dei comuni carnivori; viceversa, nessuno dei batteri presenti nello stomaco degli erbivori era comune ai panda. Sono state rinvenute tracce di shigella, escherichia e streptococcus, che vengono osservati abitualmente nei carnivori.
Non esistono dunque batteri o enzimi caratteristici degli animali erbivori che consentano al panda di disgregare erbe, piante o canne di bambù. Com’è possibile quindi che il panda, da milioni di anni, mangi si nutra di bambù senza aver sviluppato gli adeguati mezzi per assimilarlo?
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Il professor Jonathan Eisen trova sorprendente tutto ciò e ha cercato di offrire una spiegazione.
L’ipotesi avanzata dallo studioso è che alcuni dei batteri nelle viscere dei panda, come il Clostridium, col tempo si siano evoluti al punto da riuscire ad intervenire nella digestione di sostanze complesse come la cellulosa.
Egli sostiene che gli autori della ricerca abbiano puntato il dito solamente sulla composizione microbica delle viscere dei panda, ma non sulle funzionalità apprese.

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